| MEGIDDO
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Megiddo (Tell el-Mutesellim) si trova nella Palestina settentrionale, sul lato occidentale della valle di Esdraelon (Gezreel), in corrispondenza di uno dei principali crocevia antichi della regione siro-palestinese. Il tell di 6 ha circa costituisce per monumentalità dei resti e continuità d’occupazione uno dei principali siti palestinesi dell’età preclassica. Megiddo viene menzionata nelle fonti storiche del XV sec. a.C., sopratutto in documenti egiziani. Fu saccheggiata dal faraone Sheshonq e alla fine del IX sec. a.C., e alla fine del IX sec. a.C. la città cadde forse in una delle controversie tra Israele e il re Hazael di Damasco. Nel 733/2 a.C. il re assiro Tiglatpileser III conquistò la parte settentrionale del regno di Israele e Megiddo divenne la capitale della provincia assira. Nel 609 a.C. presso la città si combattè la battaglia fra il faraone Nekao e il re di Giuda Giosia. La prima esplorazione del sito per conto della Deutsche Orient-Gesellschaft fu opera di G. Schumacher (1903-1905). Gli scavi furono ripresi dal 1925 al 1939 dall’Oriental Institute di Chicago sotto la direzione di C. Fisher, P.L.O. Guy e, infine, G. Loud. Negli anni Sessanta e Settanta furono effettuati diversi sondaggi mentre gli scavi sono stati riavviati nel 1992 dall’Università di Tel Aviv sotto la direzione di I. Finkelstein e D. Ussishkin. Dopo tracce di frequentazione nel Neolitico e una fase di villaggio databile al Calcolitico e al Bronzo Antico IA, nel Bronzo Antico IB, nel settore nord-orientale del tell, vengono edificati due complessi cultuali successivi e sovrapposti, costituiti da un tempio a sviluppo latitudinale e da una corte recintata. Agli inizi del Bronzo Antico II il sito diviene una città-stato con l’erezione del primo muro di fortificazione della cittadella e un nuovo complesso templare nel settore nord-occidentale. Nel Bronzo Antico III il settore viene articolato in due terrazze: la terrazza occidentale superiore con l’altare 4017, una monumentale piattaforma circolare di pietra, e la terrazza orientale inferiore con il palazzo 3177. Verso la fine del periodo, in prossimità dell’altare, vengono edificati tre templi in antis (4040, 5192, 5269) e sopra il palazzo viene eretto un portale. L’ultimo quarto del III millennio segna una cesura nello sviluppo urbano dell’insediamento: solo il tempio 4040 rimane in uso in forma ridimensionata e sopra la terrazza 4017 viene costruito un pavimento con funzione cultuale. All’inizio del II millennio a.C. vengono introdotte le inumazioni sotto i pavimenti delle abitazioni e sono eretti un nuovo muro di fortificazione a contrafforti di mattoni crudi e la prima porta urbica sul fronte settentrionale della cittadella. Sul pendio nord della città bassa è stato identificato un sistema di fortificazione, anch’esso datato a quest’epoca. Nel settore nord-orientale del tell si sviluppa il nuovo quartiere pubblico, con il polo palatino a ovest e l’area sacra a est, occupata inizialmente da un luogo di culto all’aperto e da una cella circondata da stele, sostituiti poi da un tempio in antis (2048); si realizza anche un edificio pubblico ad ovest della porta urbica. Nel XVIII sec. a.C. viene realizzata la fortificazione a terrapieno con una porta urbica a tre coppie di contrafforti. Nel Bronzo Tardo, il quartiere palatino, da cui provengono tesoretti con vasi d’oro, gioielli e avori, viene spostato nel settore settentrionale a ovest della porta urbica, mentre un secondo edificio pubblico viene eretto a est di essa. Nell’area sacra si conserva il tempio 2048. Una distruzione, che il ritrovamento di una statua di Ramesse VI data al 1140 a.C. circa, segna l’inizio dell’insediamento dell’età del Ferro, in principio rappresentato da un modesto villaggio, che diviene dal 1100 a.C. un fiorente centro commerciale, con un edificio palatino, una nuova porta urbica e quartieri residenziali con abitazioni four-room. Dopo una nuova distruzione, agli inizi del Ferro II risale un nuovo abitato, inizialmente senza mura, cui appartengono due palazzi, uno sul limite meridionale della cittadella e l’altro sul limite settentrionale, e anche la galleria idrica nel settore occidentale. Dopo il saccheggio del faraone Sheshonq, vengono costruiti un muro ad aggetti e recessi, una porta a quattro passaggi, un palazzo, le grandi “stalle”, i magazzini e un pozzo per la raccolta delle acque, attribuiti ai re omridi (IX sec. a.C.). Nel periodo della dominazione assira (800-620 ca.) la cittadella subisce un radicale cambiamento, con la costruzione di una nuova porta, due palazzi, e un granaio pubblico. Nel periodo persiano il centro è ormai solo un avamposto su una delle vie di comunicazione del grande impero. All’età tardoromana e bizantina appartengono, infine, alcune strutture nella città bassa e un cimitero.
BIBL.: G. Schumacher, Tell el-Mutesellim, I, Leipzig \1908; C. Watzinger, Tell el-Mutesellim, II. Die Funde, Leipzig 1929; H. May, Material Remains of the Megiddo Cult, Chicago 1935; P.L.O. Guy, The Megiddo Tombs, Chicago 1938; R.S. Lamon – G.M. Shipton, Megiddo, I. Season 1925-34. Strata I-V, Chicago 1939; G. Loud, The Megiddo Ivories, Chicago 1939; Id., Megiddo, II. Seasons of 1935-39, Chicago 1948; A. Kempinski, Megiddo. A City-State and Royal Centre in North Israel, München 1989; I. Finkelstein – D. Ussishkin – B. Halpern (edd.), Megiddo, III. The 1992-1996 Seasons, Tel Aviv 2000.
[aggiornato a giugno 2004]
Lorenzo Nigro
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