Supported by the Italian Ministry of Foreign Affairs    
Tell es-Sultan/Jericho
Season 2014
PROGETTO PILOTA PER IL PARCO ARCHEOLOGICO DI TELL ES-SULTAN IL PALAZZO DI GERICO NELL'ETÀ DEL BRONZO


RELAZIONE SCIENTIFICA SULLE ATTIVITÀ DELLA MISSIONE ARCHEOLOGICA A GERICO (PALESTINA)
DELL'UNIVERSITÀ DI ROMA «LA SAPIENZA» NELLA CAMPAGNA 2014
Lorenzo Nigro


1. INTRODUZIONE

La decima campagna di attività archeologiche a Tell es-Sultan/Gerico (fig. 1), in Palestina, condotta dalla Università di Roma "La Sapienza" e dal Dipartimento delle Antichità e del Patrimonio Culturale (MoTA - DACH) dell'Autorità Nazionale Palestinese, ha avuto luogo dal 6 marzo al 12 aprile 2014, ed è stata sostenuta dalle sopracitate Istituzioni e dal Ministero degli Affari Esteri1.
I principali obiettivi della decima campagna sono stati:
a) la prosecuzione delle indagini archeologiche;
b) la protezione di diversi punti del sito dove importanti reperti emergevano in saggi scavati nella lunga storia archeologica di Tell es-Sultan;
c) la continuazione degli interventi di restauro e musealizzazione all'interno del Parco Archeologico dell'Oasi di Gerico.

2. INTERVENTI DI RICERCA ARCHEOLOGICA (AREE A, B E B-OVEST, F, G, L, Q E T)

Le attività di indagine archeologica hanno interessato sette diverse aree: l'Area A, alle pendici meridionali del tell, dove si è lavorato alle due estremità orientale ed occidentale (§ 2.1.); l'Area B e B-Ovest, in corrispondenza dell'angolo sud-occidentale della doppia cinta di fortificazione del Bronzo Antico III (§ 2.2.); l'Area F, sul pianoro settentrionale del tell (§ 2.3.); l'Area G, sul fianco orientale della cosiddetta "Spring Hill", con il Palazzo del Bronzo Antico III (§ 2.4.); l'Area L, sul lato settentrionale delle fortificazioni del Bronzo Antico III (§ 2.5.); l'Area Q sul versante occidentale del tell (§ 2.6.); l'Area T alle pendici sud-orientali del tell (§ 2.7.).

2.1. Area A: il Cyclopean Wall, le case del Bronzo Medio IIB e l'installazione del Ferro IIC

I lavori nell'Area A sono stati condotti in due diversi settori alle estremità opposte del versante meridionale del tell, proseguendo lo scavo del Cyclopean Wall 4 e l'esplorazione delle strutture ad esso antistanti, rispettivamente del Ferro IIC (Sultan VIc) nel Settore A-Ovest, identificata nella campagna 2011, e del Bronzo Medio IIB (Sultan IVb) nel Settore A-Est, dove è stata completato lo scavo di una casa già in parte scavata nel 2009 ad est della Torre A1.
Nel Settore A-Ovest (fig. 2) è proseguita l'esposizione della testa del Cyclopean Wall 4, che sorreggeva alla base il terrapieno del Bronzo Medio III, estendendo il saggio nella metà est del quadrato AmIV11 + AmIV11/AnIV11. Il corpo interno del muro era stato danneggiato da una fossa di strappo bizantina (P.1917), oltre la quale la struttura proseguiva, curvando ulteriormente verso nord per un ulteriore tratto di 4 m. Lo spessore del Wall 4 alla quota emergente è di 1,8 m. Più a sud, in AmIV12, è stato completato lo scavo dell'installazione L.1770, caratterizzata dai tre silos circolari (T.1775, T.1777, T.1773), delimitati dai muri M.1769 e M.1767, costruiti in mattoni crudi di colore giallo paglierino di grandi dimensioni (0,65 x 0,25 x 0,15 m), messi in opera su un singolo filare e conservati per tre corsi (0,46 m). A sud dell'installazione, nel quadrante NO di AmIV12, al di sotto di uno strato di pareggiamento (F.1762), era conservata una struttura più antica (W.1771), costituita da una fondazione in piccole pietre irregolari (preservata per una lunghezza di 2,8 m e uno spessore di 0,3 m), cui si attaccava un pavimento in battuto di argilla grigia (L.1924). La datazione di questi resti è tra la fine del Ferro IIB e l'inizio del Ferro IIC (732-680 BC).
Nel Settore A-Est, vale a dire lungo il limite orientale del cantiere di scavo situato alle pendici meridionali del monticolo di Tell es-Sultan, il saggio di scavo è stato ampliato nei quadrati AtIV10+11+12 al fine di completare l'esplorazione delle abitazioni del Bronzo Medio II, cresciute alle spalle della Torre A1, e di evitare il crollo della sezione di scavo trasversale rispetto al Wall W.4.
Subito a ridosso della trincea scavata dagli archeologi della missione austro-tedesca dei primi del Novecento (P.1779), nel quadrato AtIV11, sono stati portati alla luce i resti di uno spazio aperto (L.1905) e di una installazione (W.1907+W.1909) d'età bizantina, con un mortaio di calcare (TS.14.115).
Più a sud (nei quadrati AtIV12+13), sotto alcuni strati di riempimento (F.1904, F.1906) parte della massicciata del terrapieno del Bronzo Medio III, la metà orientale dell'abitazione L.193 del Bronzo Medio II è stata definitivamente messa in luce, esponendo il muro di fondo sud W.1951, il muro orientale W.1953, ed una struttura (W.187; un pilastro?) addossata all'angolo sud-ovest alla giunzione tra i muri W.179, W.168b, W.1951. Il lato est della casa presentava una risega (W.1957), proseguendo poi verso nord (W.1955).

2.2. Area B: il Wall 1 e Wall 2 le due successive ricostruzioni del muro di cinta principale nel Bronzo Antico III

I lavori nell'Area B hanno interessato principalmente il muro di cinta principale (linea difensiva interna - Hauptmauer/Main Inner Wall) del sistema difensivo del Bronzo Antico III (2700-2300 a.C.). Nel quadrato AsIV5 si è proceduto all'asportazione di una macera di pietre (P.1623) sovrapposta ai mattoni del Wall 1, conservati su soli due filari sopra le fondazioni in pietra (W.1621), messe in opera direttamente sulla testa del Wall 2, il muro principale del Bronzo Antico IIIA, accuratamente rasato. La rimozione della macera ha altresì consentito di osservare dall'alto entrambi gli stipiti della Porta L.1800, ostruita da un crollo alla fine dell'utilizzo nel Bronzo Antico IIIA e, pertanto, defunzionalizzata (fig. 4). Nel Settore B-Ovest, lo scavo ha invece completato l'esposizione del vano cieco L.1614 colmato di sabbia calcarea (F.1608), mettendo in luce la base della faccia ovest del Wall 2, caratterizzato dall'inserimento di un trave di stabilizzazione dell'alzato in mattoni crudi sulla emergente fondazione in pietra (una tecnica osservabile anche nella sezione ovest della Trench III degli scavi Kenyon), ritrovato carbonizzato. Lo scavo è stato condotto sino a 4,6 m dalla faccia del Wall 2, mentre a nord il limite è stato identificato con il taglio della trincea di Garstang (P.1611).

2.3. Area F: le case del Bronzo Antico II (3000-2700 a.C.)

I lavori nell'Area F, nel pianoro settentrionale del tell, hanno interessato la House M (L.444) e la House L, già portate alla luce dalla missione britannica diretta da John Garstang e riesplorate dalla Missione italo-palestinese (Nigro 2010, 94-96, figg. 4.34-4.40). In quest'ultima è stata prelevata una giara hole-mouth inserita nel pavimento (fig. 5) e appoggiata ad una banchina in mattoni crudi, mentre nella prima sono stati ritrovati due macinelli di basalto (TS.14.F.5, TS.14.F.6; fig. 6). Si tratta di un'installazione tipica dell'abitato della prima città di Gerico nel Bronzo Antico II, quando le giare da conservazione per l'acqua e i cereali erano parte dell'arredo delle abitazioni.
Un ritrovamento estremamente interessante è stato effettuato nell'Edificio B1, dove, in corrispondenza del vano L.214, è stata ritrovata una paletta di scisto a forma di scudo, malauguratamente abrasa nella superficie, probabilmente di importazione egiziana (fig. 7).

2.4. Area G: i palazzi sovrapposti del Bronzo Medio II (1800-1650 a.C.) e del Bronzo Antico III (2700-2300 a.C.)

L'esplorazione del Palazzo del Bronzo Antico III eretto sul fianco orientale della "Spring Hill" è proseguita nella X campagna (2014) con un regolare ampliamento sul lato nord del cantiere di scavo, nella fila dei quadrati Ba-dIII6. Nella terrazza superiore e in quella inferiore del saggio, sopra alle strutture del Palazzo del Bronzo Antico III (e al pareggiamento del crollo sovrastante), sono state identificate le strutture del Palazzo del Bronzo Medio II, già scavato dalle precedenti spedizioni.

Resti del Palazzo del Bronzo Medio II

Il "Palazzo (dei Signori) Hyksos", come era stato denominato da John Garstang, era un ampio edificio articolato su almeno due cortili e con un ingresso monumentale verso la sorgente, preceduto da una ampia rampa a gradini, fiancheggiata da un corpo aggettante. Proprio questo ingresso monumentale è stato identificato e portato alla luce, a brevissima distanza dal limite raggiunto a ovest nel quadrato HII dalla Kenyon (fig. 8). In alto, nel quadrato BbIII6, dove si estendeva il settore superiore dell'edificio palatino, è stato identificato uno dei muri principali N-S, denominato W.1201, al quale si attaccavano due muri paralleli (W.1215, W.1217) su fondazioni in pietra saldamente erette a vista in tagli praticati nelle precedenti strutture del palazzo del Bronzo Antico. Tali muri devono essere appartenuti alla serie di ambienti disposti intorno alla corte maggiore del palazzo. Qui sono stati rinvenuti un blocco di calcare lavorato con diversi fori (TS.14.G.21; un arredo del palazzo?) e una macina in pietra calcarea (TS.14.G.19). Più a est e circa 2 m più in basso (in BdIII6), sopra al grande muro di terrazzamento W.637 del palazzo del Bronzo Antico III, è stato inoltre identificato un ulteriore muro portante N-S (W.1221), spesso 1,1 m. Sul versante opposto inferiore dell'edificio, nel muro di facciata W.1231, si apriva il portale L.1230, preceduto da un gradino rialzato (B.1232) in quello che probabilmente era un portico (L.1240), fiancheggiato a nord dal muro W.1239, che proseguiva, sul lato destro della rampa di accesso dalla sorgente, dove si estendeva un'ala accessoria, già identificata e scavata da K.M. Kenyon, probabilmente utilizzata come magazzino del palazzo, come mostrano una serie di giare visibili nella sezione est degli scavi precedenti.

Il Palazzo del Bronzo Antico III

Il Palazzo del Bronzo Antico III è stato ulteriormente indagato sul lato settentrionale (fig. 9) e nel settore centro-settentrionale della terrazza centrale alle spalle del grande muro di terrazzamento W.637, a nord del dispositivo di ricevimento L.644. Nella terrazza centrale si disponevano due file di vani con i pavimenti a una quota di circa 0,5 m di differenza. Nella fila inferiore, a nord del vano L.1160 si trovava un vano scala (L.1212), compreso tra due muri est-ovest (W.1263, W.1203), un disimpegno rettangolare (L.1210), delimitato a nord dal muro W.1223, ed un secondo vano simmetrico rispetto al primo (L.1224), ospitante un'installazione idraulica e probabilmente una scala. Entrambi i vani presentavano un basamento in mattoni crudi addossato alla parete ovest (W.1207 in L.1212 e W.1235 in L.1224), che sosteneva un corpo scala. L.1224 era caratterizzato dalla presenza di un piccolo ridotto nel quale sono stati trovati cinque travetti lignei carbonizzati (fig. 10), i quali, sottoposti all'analisi del radiocarbonio, hanno offerto un importantissimo punto di riferimento cronologico attorno al 2500 a.C., data che deve riferirsi alla costruzione del Palazzo del Bronzo Antico IIIB. Nella fila superiore, invece, si è proceduto, oltre a segnare il limite nord del vano L.621 (probabilmente la principale via d'accesso agli appartamenti residenziali situati ai piani superiori del palazzo), limite rappresentato dal muro W.1233, ad identificare un ulteriore ambiente, probabilmente una piccola corte interna, denominato L.1220 e delimitato a est dal W.1229, una struttura addossata a ovest a W.1209 (il muro ovest di L.1212). Lo scavo ha anche permesso di esporre in tutta la sua lunghezza il muro principale nord-sud (W.637), che delimitava la terrazza centrale dell'edificio, che separava la sala di ricevimento e gli ambienti accessori collegati alla corte settentrionale dalla terrazza inferiore, dove si trovavano magazzini e vani amministrativi collegati con la sorgente. Il Palazzo del Bronzo Antico III ha restituito numerosi reperti di grande interesse per lo studio della prime istituzioni urbane nella Palestina del III millennio a.C. Tra questi si annoverano le giare da conservazione palaziali, caratterizzate dalla presenza di segni e sigillature, i vasi dei servizi del palazzo con produzioni metalliche a ingobbio rosso, un vaso cultuale con protomi taurine, una paletta in pietra, un pugnale di rame che presentava ancora l'immanicatura conservata, nonché numerosi elementi di calcolo in ceramica e in conchiglie forate, una testa di mazza in marmo, e strumenti di pietra e di osso.

2.5. Area L - limite nord delle fortificazioni del Bronzo Antico III

Durante la X campagna (2014) sono stati effettuati lavori di pulizia in corrispondenza dei resti emergenti della grande Torre Nord-Ovest inserita all'angolo del circuito murario del Bronzo Antico III (fig. 13). Sono stati rinvenuti materiali ceramici del Bronzo Antico IV, da mettere in relazione con la rioccupazione delle rovine delle città alla fine del III millennio a.C.

2.6. Area Q - le fortificazioni del Bronzo Antico II e III sul versante occidentale

Lavori di pulizia nell'Area Q, finalizzati alla protezione delle strutture del Main Inner Wall del Bronzo Antico II e III sul versante occidentale dell'insediamento in corrispondenza della posterula L.1750 (individuata e scavata nelle campagne del 2009 e 2010) hanno portato al ritrovamento di una testa di mazza in calcare fine (fig. 14), di piccole dimensioni, che era caratterizzata dalla presenza di due incavi, a testimonianza del fatto che l'insegna non era stata finita con il foro passante che la doveva attraversare verticalmente. Il tipo, leggermente schiacciato, era noto a Gerico da precedenti ritrovamenti (Sellin - Watzinger 1913, 120, figs. 108-109).

2.7. Area T - pendici sud-orientali del tell

Durante la decima campagna (2014) è ripreso nell'Area T lo scavo di un sondaggio in profondità finalizzato a verificare l'estensione della città oltre le pendici orientali del tell, nell'area della sorgente e dell'oasi. Al di sotto dei livelli di occupazione del Bronzo Medio II, già individuati e scavati nella campagna 2012, sono stati raggiunti gli strati del Bronzo Antico, la cui presenza suggerisce la presenza di installazioni anche al di fuori del circuito murario dell'epoca (le mura infatti sono state identificate in questo settore del sito poco più a nord nell'Area R).

3. RESTAURI E VALORIZZAZIONE TURISTICA DI TELL ES-SULTAN

Gli interventi di restauro nella decima campagna (2014) hanno interessato l'Area A, dove si è proceduto in un intervento all'interno della vano cieco della la Torre A1 per stabilizzare e rinforzare la base dei muri, e l'Area G, dove è stato ripreso l'intervento sulle strutture del Palazzo del III millennio a.C., realizzando anche un efficiente sistema di deflusso delle acque meteoriche (fig. 16). I lavori hanno interessato l'itinerario turistico di visita ed i pannelli esplicativi, che sono stati rinnovati alla luce dei più recenti risultati degli scavi. Il settore di ingresso è stato rimodernato e anche nel 2014 Tell es-Sultan è stato visitato da più di 400.000 persone, risultando il sito archeologico più frequentato dei Territori Palestinesi.

4. IL CONTRIBUTO ITALIANO ALLA RICERCA E LA VALORIZZAZIONE CULTURALE E TURISTICA DELL'ANTICA CITTÀ DI GERICO

La X campagna (2014) è, dunque, servita ad una ulteriore messa a punto dei risultati scientifici conseguiti a Tell es-Sultan, con gli importanti dati ottenuti dalle analisi al radiocarbonio dei campioni dal Palazzo G, e all'ampliamento delle prospettive di indagine per il futuro, specie in relazione allo studio dello sviluppo diacronico e urbanistico della prominente città dell'Età del Bronzo. Inoltre, le indagini sul campo e i restauri hanno ulteriormente potenziato la ricerca sulle conquiste materiali, tecnologiche e culturali realizzate dagli antichi abitanti di Gerico: dalla captazione, controllo e gestione delle acque della sorgente di 'Ain es-Sultan, con la creazione dell'oasi, alla costruzione delle imponenti strutture difensive in mattoni crudi modulari, all'estensione del controllo territoriale e commerciale sulla Bassa Valle del Giordano, alla introduzione della ruota per la produzione della ceramica, alla diffusione delle armi di rame e di bronzo, alla formazione del primo pensiero religioso e alla nascita del culto degli antenati. I reperti e le architetture divengono a Gerico altrettanti simboli e significati delle profonde radici che la civiltà mediterranea affonda nel Levante pre-classico. Proprio grazie a queste radici tantissimi turisti sensibili alla ricerca di se stessi attraverso l'archeologia giungono a Gerico e vengono condotti in un percorso culturale a più livelli che valorizza diversità e identità. Allo stesso tempo, il Progetto Pilota è un'occasione unica di collaborazione tra enti e di formazione per il personale palestinese, sia nel campo dell'archeologia storica (con le sue branche paleoambientali e archeometriche), sia nel campo del restauro architettonico e della presentazione dei monumenti. Numerosi giovani palestinesi hanno preso parte agli scavi come operai e come archeologi, acquisendo nozioni, tecniche e procedure che resteranno un valore condiviso.

5. DIVULGAZIONE

Durante l'anno 2014 la Missione ha contribuito alla divulgazione dell'informazione scientifca e culturale sull'antica Gerico con la distribuzione della voce Jericho per la Oxford Encyclopedia of the Bible and Archaeology, che si è aggiunta alla pubblicazione del saggio sulla resilienza della comunità gerichiota pubblicato nel volume ROSAPAT 11 dedicato ai risultati della ricerca nazionale sulle catastrofi. Lo stesso anno ha visto la pubblicazione di un importante studio sul valore e il ruolo dell'acqua nella vita della antica città palestinese, edito nella serie di studi sull'acqua dell'Università di Uppsala. In aggiunta sono state implementate le informazioni offerte attraverso il sito internet della missione (www.lasapienzatojericho.it), nel quale è stato pubblicato il Fast Report 2014, con la nuova planimetria completa del Palazzo del Bronzo Antico III, e sono stati distribuiti estratti anche attraverso il portale di www.academia.edu, nei siti dei numerosi studiosi (dottorandi) della Sapienza coinvolti nel Progetto.

6. BIBLIOGRAFIA 2010-2014

L. Nigro (2014a), "Tell es-Sultan/ancient Jericho", in The Oxford Encyclopedia of the Bible and Archaeology, Oxford 2014.

L. Nigro (2014b), "Jericho", in Bible Odyssey (enciclopedia online realizzata dalla American Society of Biblical Literature).

L. Nigro (2014c), "The Archaeology of Collapse and Resilience: Tell es-Sultan/ancient Jericho as a Case Study", in L. Nigro (ed.), Overcoming Catastrophes. Essays on disastrous agents characterization and resilience strategies in pre- classical Southern Levant (= Rome La Sapienza Studies on the Archaeology of Palestine and Transjordan, 11), Rome 2014, pp. 55-85.

L. Nigro (2014d), "Aside the Spring: Tell es-Sultan/Ancient Jericho: The Tale of an Early City and Water Control in Ancient Palestine", in T. Tvedt - T. Oestigaard (edd.), A History of Water, Series 3, Vol. 1. From Jericho to Cities in the Seas: A History of Urbanization and Water Systems, London 2014, pp. 25-51.

L. Nigro (2013a), "Tell es-Sultan/ancient Jericho: Archaeological research, restorations and training for the implementation of the Archaeological Park", in B. Cassani (ed.), Sapienza in the Mediterranean Region. Agreements on Cultural and Scientific Cooperation: programs and projects, Roma 2013, pp. 129-132.

L. Nigro (2013b), "Tell es-Sultan/Antica Gerico: indagini archeologiche, restauri e formazione per la realizzazione del Parco Archeologico", in B. Cassani (a cura di), Sapienza nel Mediterraneo. Accordi di collaborazione culturale e scientifica: programmi, progetti e attività, Roma 2013, pp. 128-131.

L. Nigro, M. Sala, H. Taha (2011), Archaeological Heritage in the Jericho Oasis. A systematic catalogue of archaeological sites for the sake of their protection and cultural valorization (Rome «La Sapienza» Studies on the Archaeology of Palestine & Transjordan, 7), Rome 2011.

L. Nigro, M. Sala, H. Taha, J. Yassine (2011), "The Early Bronze Age Palace and Fortifications at Tell es- Sultan/Jericho. The 6th - 7th seasons (2010-2011) by Rome "La Sapienza" University and the Palestinian MOTA-DACH", in Scienze dell'Antichità 17 (2011), pp. 571-597

L. Nigro (2010a), Tell es-Sultan/Jericho in the Early Bronze II (3000-2700 BC): the rise of an early Palestinian city. A synthesis of the results of four archaeological expeditions (Rome «La Sapienza» Studies on the Archaeology of Palestine & Transjordan, 5), Rome 2010.

L. Nigro (2010b), "Tell es-Sultan/Jericho and the Origins of Urbanization in the Lower Jordan Valley: Results of Recent Archaeological Researches", in P. Matthaie, F. Pinnock, L. Nigro, N. Marchetti (edd.), 6 ICAANE. Proceedings of the 6th International Congress of the Archaeology of the Ancient Near East. 5 May - 10 May 2008, "Sapienza", Università di Roma, Wiesbaden 2010, Vol. 2, pp. 459-481.



1- Desidero esprimere i più sinceri ringraziamenti alla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese - Ufficio VI, nelle persone del Ministro Massimo Riccardo e del Prof. Ettore Janulardo e la Dott.ssa Paola Ricca per la fattiva collaborazione e l'incitamento assicurato alla Missione della Sapienza in Palestina & Giordania. Un deferente ringraziamento è indirizzato al Console Generale a Gerusalemme, Ministro Davide La Cecilia, e ai rappresentanti dell'Ufficio della Cooperazione di Gerusalemme che assicurano costante appoggio alla Missione.